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imitrofo al lago, era l’ennesimo insediamento minoritico dedicato a San Francesco, edificato sulla sommità di una collinetta, ad un chilometro a nord-ovest di Passignano sul Trasimeno. Fu eretto nel sec. XVI, per volere del cardinal Fulvio della Cornia, vescovo di Perugia, e per l’interessamento degli abitanti del vicino borgo, i quali vollero offrirlo ai Cappuccini; questi lo abitarono dal 1556 (anno della fondazione) sino al 1863. Dopo la soppressione, non essendo gli stessi frati riusciti a riscattarlo, dopo qualche anno, dietro pressione di papa Leone XIII - già cardinale vescovo di Perugia -, venne acquistato da un parroco del luogo, il quale - a nome dello stesso pontefice - lo “consegnò” ai frati Minori (avendone i Cappuccini fatta formale rinuncia), che ne presero possesso nel 1888. Narra una cronaca: «Un bel viale costeggiato da folti elci conduce al convento, dal quale si gode un bel panorama del sottostante paese e di tutto il Trasimeno, specialmente dell’Isola Maggiore, ove sono i ricordi della dimora e quaresima di S. Francesco. Il chiostro del convento è piccolo. Nel piano superiore vi sono due belle file di piccole celle. La chiesa ha davanti un portico, è piccola, ma ben messa. Consta di una sola navata e negli ultimi decenni per cura del Rev.mo P. Marrani è stata dipinta e decorata dal P. Leone Bracaloni. Un bell’orto e un più bel bosco sono chiusi dai muri della clausura. Piccolo il numero dei religiosi che abitano nel convento, esclusivamente dediti al ministero delle parrocchie circonvicine, che per lungo raggio non hanno nessun convento di religiosi» (P. Francesco Pascolini, Breve storia e attività dei Conventi e Monasteri della Prov. Serafica di S. Francesco d’Assisi).
Paolo Rossi
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